Paese Brigasco / Pays Brigasque

Tera Brigasca

 

 

 

 

                                                             

 

 

         Introduzione                                                         Introduction

 

         Il_territorio                                                           Le territoire

 

         Flora                                                                     Flore

 

         Fauna                                                                    Faune

 

         Il popolo brigasco                                                 Le peuple brigasque

 

         Centri abitati                                                        Centres habités

                                                                                      

 

         Patrimonio_artistico                                             Patrimoin_artistique

                                                                                      

 

         Attività_economiche                                            Activités_economiques

                                                                                      

 

         Gastronomia                                                         Gastronomie

                                                                                      

 

         Attività sportive                                                   Activités sportives

                                                                                        

 

         Links                                                                     Liens

 

         Questionario                                                         Questionnaire

                                                                                      

 

         Aggiornamento del sito: 15/05/2008                   Modernisation du site: 15/05/2008

         Autore e webmaster: Roberto Tarabella            Auteur et webmaster: Roberto Tarabella

      Traduzione in francese di Roberto Tarabella    Traduction en français par Roberto Tarabella

         e-mail: rtarabella@tiscalinet.it                           email : rtarabella@tiscalinet.it

 

 

 

Introduzione

 

 

Il Paese  Brigasco, in lingua brigasca chiamato Tera Brigasca, è il territorio abitato dai brigaschi, una minoranza etnica e linguistica stanziata in una regione compresa tra Italia e Francia.

Si tratta di una vasta area alpestre attorno al Monte Saccarello, che ha in Briga Marittima, La Brigue in francese, Ra Briga in brigasco, il centro principale, la sua piccola capitale.

E’ una regione che ai pregi ambientali, che la rendono interessante dal punto di vista turistico, unisce caratteristiche in grado di attrarre gli amanti di sport di montagna, quali appassionati di alpinismo, di sci-alpinismo, di escursionismo e di vie ferrate. Con le cavità carsiche presenti nella zona riserva piacevoli emozioni anche ai cultori della speleologia. Ci sono motivi di interesse anche per coloro che si interessano di archeologia, di etnismo e di culture alpine in particolare.

Il popolo dei brigaschi non è molto conosciuto in Italia e meno ancora nel mondo. Altri  popoli, che da tanto tempo hanno ottenuto forme di tutela della loro cultura, delle loro tradizioni e della loro specificità, come ad esempio quello dei ladini delle Dolomiti, sono da parecchio tempo molto più noti. Il paragone con i ladini dolomitici non è casuale, poiché  anche i brigaschi sono una popolazione alpina e pure il loro territorio è frammentario dal punto di vista amministrativo, come quello del popolo delle Dolomiti stanziato nelle tre province di Trento, Bolzano e Belluno. Il paese Brigasco, oltre che essere ripartito tra Italia e Francia, è suddiviso tra tre regioni (Liguria, Piemonte e Provenza), ma anche tra le province di Imperia e Cuneo ed il dipartimento francese “Alpes Maritimes”. Il popolo brigasco è fortemente differenziato rispetto a quelli confinanti (liguri, piemontesi, provenzali, ma, al di là dei regionalismi, anche italiani e francesi), con lingua e cultura proprie. Per la vicinanza a certi confini etnici, ha acquisito molto dalle popolazioni circostanti. Questo è anche dovuto al fatto che le caratteristiche di luogo strategico del territorio brigasco hanno reso possibili contatti tra culture diverse, anche se la popolazione ha conservato fondamentalmente la propria cultura e le sue tradizioni. 

 

 

 

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Il territorio

 

 

Figura 1. Il Paese Brigasco, come appare rappresentato in una carta geografica posta nel villaggio di Realdo.

 

Figura 2.  Il territorio brigasco, tra Liguria, Piemonte e Francia.

 

Il territorio del Paese Brigasco è situato sulle Alpi Liguri; è montagnoso e comprende alcune vette che superano i 2000 metri di altezza s.l.m. (Marguareis, Mongioie, Saccarello, ecc.). Una caratteristica singolare di questa regione è quella di comprendere montagne di tutto rispetto come alcune tra le più elevate vette delle Alpi Liguri ed al tempo stesso essere a pochi chilometri di distanza dalle spiagge di San Remo, della Riviera dei Fiori e della Costa Azzurra. Una vicinanza tra montagne e mare che esiste in poche regioni d’Europa: in Dalmazia, in Sicilia (con l’Etna), in Corsica e  nell’area dei Pirenei.

 

Figura 3. L’antica strada del sale dal Passo Chiusetta, vista dal Colle dei Signori (per gentile concessione di Edo Pastorelli).

 

Figura 4. Uno scorcio dalle parti del Monte Bertrand (per gentile concessione di Edo Pastorelli).

 

Per quanto riguarda l’orografia la regione è complessa, perché è situata alla testata di tre lunghe valli: Roia, Tanaro ed Argentina. Gli spartiacque sono molto elevati e tuttavia, come avviene per le popolazioni di altre località alpine situate su versanti opposti, la montagne non hanno costituito in passato e continuano a non costituire dei limiti invalicabili e perciò non hanno determinano una separazione tra le persone che ci vivono, ma semmai hanno rappresentato un fattore di coesione tra individui per i quali l’ambiente montano è stato intimamente connesso con le proprie attività economiche, la socialità e la cultura. Per esempio il Monte Saccarello, che oggi segna il confine tra Liguria, Piemonte e Francia, un tempo, per i pastori brigaschi che ne risalivano i versanti con le loro greggi, non costituiva certo un confine politico, ma un luogo di incontro.

Il territorio è ricco d’acqua; oltre ai due fiumi Roia e Tanaro ed al Torrente Argentina nel Paese Brigasco sono presenti numerosi altri corsi d’acqua, loro affluenti.

In questa regione le acque oltre a scorrere superficialmente hanno prodotto fenomeni carsici di notevole rilievo: vi si possono infatti osservare campi solcati, doline, inghiottitoi, abissi e grotte soprattutto nel massiccio del Marguareis.

Il clima è’ differenziato a seconda dei versanti montagnosi. Val la pena ricordare che il territorio è costituito dalla testata delle valli Argentina e Tanaro e dalla valle della Levenza, un affluente del Roia; questa ripartizione geografica conferisce una mancanza di uniformità dal punto di vista climatico. Il versante della Valle Argentina, quello di Realdo e Verdeggia per intenderci, è più mite per l’apporto del caldo e dell’umidità dovuto allo scirocco. Quello piemontese è caratterizzato da temperature più rigide; lo ricorda anche un detto popolare: “chi vòo veiru r enférn, ch’r vagh a Carnin d’uvern” (chi vuol vedere l’inferno, vada a Carnino d’inverno).

Le estati sono caratterizzate, verso la fine della stagione, da temporali con tuoni e fulmini.

 

Figura 5. Passo Selle Vecchie (per gentile concessione di Edo Pastorelli).

 

 

 

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Flora

 

 

 

 

 

 

Figura 6-7-8-9. Esemplari di flora presente nel territorio brigasco (per gentile concessione di Edo Pastorelli). 

 

Sul territorio sono diffusi il faggio ed il pino silvestre, l’abete bianco il nocciolo, la rosa canina, il sorbo. Oltre a queste specie naturali ne sono presenti anche altre che sono state oggetto di coltura: castagno, larice, lavanda e varie specie agricole. Alcune piante sono state utilizzate per il rimboschimento, come l’abete rosso.

Accanto alle specie naturali sono state introdotte alcune specie coltivate. In alcune località il terreno è stato addirittura sistemato a fasce per facilitarne la coltivazione. Ancora tra il 1960 ed il 1970 queste fasce erano coltivate a cereali, in particolare grano.

C’è poi tutto l’insieme delle piante erbacee o cespugliose: menta, capelvenere, felci, rododendro, croco, per citarne solo alcune.

 

 

 

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Fauna

 

 

Tra i mammiferi il cinghiale ha un’ampia diffusione, al punto da rappresentare un pericolo e per questa ragione si cerca di limitarne il numero di capi con delle battute. Sono presenti la volpe, il ghiro, la marmotta, la faina, la lepre, lo scoiattolo, il topo, la puzzola, la talpa, il tasso, il pipistrello.

Numerose anche le specie di uccelli, rettili ed invertebrati.

Ci sono anche specie tipiche dell’ambiente alpino; infatti nel territorio dei brigaschi è possibile avvistare camosci e aquile.

 

Figura 10. Una marmotta fotografata alle Navette (per gentile concessione di Edo Pastorelli).

 

 

 

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Il popolo brigasco

 

 

I brigaschi sono forse i discendenti dei misteriosi incisori delle rocce della Valle delle Meraviglie, popolo prevalentemente costituito da pastori, abituato a spostarsi con le greggi lungo percorsi millenari.

Nonostante l’asprezza del territorio ed il fatto di abitare su versanti opposti delle loro montagne, i brigaschi si sentono molto aggregati tra loro: un popolo con proprie caratteristiche, differente dalle altre popolazioni confinanti col loro territorio.

Un importante elemento di caratterizzazione dei brigaschi è costituito dalla loro lingua. Si parla nel caso dei brigaschi di vero e proprio gruppo etnolinguistico. Nel caso del brigasco è giusto parlare di lingua e non di dialetto, poiché questa parlata è fortemente caratterizzata per quanto riguarda lessico, fonetica e morfosintassi e poi c’è da dire che è una lingua anche per l’importanza sociale che ha avuto per la popolazione brigasca.

La lingua dei brigaschi viene normalmente inclusa nella famiglia delle lingue d’oc; è considerata una variante dell’occitano, tanto è vero che qualcuno parla di “occitano brigasco” per destinguere la parlata locale da altre appartenenti alla famiglia delle lingue d’oc: provenzale, nizzardo, linguadociano, eccetera. L’apporto occitano è stato determinato dai contatti con le popolazioni limitrofe provenzali. L’occitano è la famiglia linguistica che raggruppa le parlate diffuse su un vasto territorio che va dalla Val d’Aran in Spagna, amministrativamente inclusa nella Catalogna, fino a comprendere la maggior parte del sud della Francia (Guascogna, Limosino, Gyano, Linguadoca, Alvernia, Delfinato, Provenza, Camargue compresa) ed arrivando fino ad alcune valli piemontesi, in provincia di Torino (Valle di Susa, Chisone, Germanasca, Pellice) e di Cuneo (Valle Po, Varaita, Maira, Grana, Stura, Gesso, Vermenagna, Pesio, Ellero) e, più marginalmente fino ad alcune località della provincia di Imperia (Olivetta San Michele in Val Roia ed i villaggi brigaschi di Realdo e Verdeggia). Le parlate occitane sono gli eredi superstiti della “langue d’oc”, ossia della lingua dei catari e dei trovatori del Medioevo e della poesia dell’amor cortese. Il brigasco presenta una componente occitana che smentisce la convinzione di alcuni secondo cui la parlata del Paese Brigasco farebbe parte dei dialetti liguri. Il senso di appartenenza alla cultura occitana è abbastanza diffuso tra gli abitanti. Non è raro sentire dei brigaschi che nei loro discorsi, non senza un certo compiacimento, dicono di essere occitani e qualcuno ci tiene a precisare che gli abitanti di certi centri abitati vicini al loro territorio sono differenti per il modo di parlare e quindi in qualche maniera forestieri. Tuttavia la vicinanza dei brigaschi ai territori abitati da altre popolazioni culturalmente differenti ha fornito alla parlata brigasca anche influssi liguri, piemontesi, italiani e francesi.

La cultura è di tipo pastorale e alpino con caratteristiche diverse rispetto alla cultura ligure presente nella parte bassa delle valli Argentina e Roia; si è fortemente differenziata dalle altre culture dei dintorni per l’isolamento degli abitanti per lunghi periodi dell’anno e perché fortemente caratterizzata in senso alpino e pastorale in un modo che è assente nei dintorni o presente in maniera molto meno spiccata. Va anche detto che nel Paese Brigasco quasi tutti gli abitanti erano dediti all’attività della pastorizia o ad attività ad essa collegate e una cultura così fortemente intessuta di elementi agro-silvo-pastorali alpini ha potuto affermarsi per la ragione che essa coinvolgeva la maggior parte della popolazione.

Di fatto l’istituzione dei confini del 1947 ha aumentato la separazione di un territorio, dal punto di vista storico, culturale ed economico omogeneo, che aveva in Briga Marittima la sua piccola “capitale”. Se prima di questa ultima ripartizione amministrativa Viozene, già appartenente al comune cuneese di Ormea, e Verdeggia, già appartenente al comune imperiese di Triora, non erano incluse nel comune di Briga Marittima, con le ultime modifiche alla frontiera la frammentazione è arrivata ad uno smembramento del territorio tra due stati, tre regioni, due province, un dipartimento francese e quattro comuni, mentre precedentemente la separazione era tra due regioni di un unico stato, quello italiano, due province, tre comuni. Come si può vedere il numero delle entità amministrative locali che gestiscono il territorio brigasco è per tutti i livelli di competenza dei diversi enti territoriali aumentato di una unità.

Alcune iniziative con lo scopo di proteggere la cultura brigasca e di porre rimedio a questo smembramento sono sorte in modo da tutelare un patrimonio culturale che altrimenti rischierebbe l’estinzione. Da ricordare le seguenti: associaziun de tradiziun brigasche, e le riviste R’nì d’aigura (il nido dell’aquila) e A Vastera.

Non ci sono attualmente rivendicazioni politiche in senso autonomistico e tanto meno indipendentico, ma i brigaschi sono in una condizione che possono con ragione aspirare alla salvaguardia della specificità della loro lingua e della loro cultura.

Va ricordato che quella dei brigaschi è la più piccola delle minoranze italiane, ma non certo una di quelle meno attive nella difesa della propria identità culturale; si tratta, tra l’altro della prima minoranza che ha adottato come proprio simbolo distintivo il Sole delle Alpi. E’ il simbolo rosso che appare in posizione centrale nella bandiera posta all’inizio del sito, associato ad una croce catara, essa pure rossa. Alla tutela della cultura di questi luoghi si sono dimostrati sensibili anche i brigaschi che hanno lasciato la loro terra emigrando in altri luoghi.

Si può ragionevolmente affermare che la cultura brigasca costituisce una sintesi di quelle ligure, provenzale, nizzarda e piemontese, ma anche italiana e francese, e che possiede comunque elementi propri, che la caratterizzano fortemente.

 

 

VOCABOLARIO SISTEMATICO

(Dal sito www.vastera.it)

 

 

 

 

 

 

 

Le misure attuali e antiche

E mesure d'adés e dë stiani

Mesures actuelles et antiques

 

 

 

25 centimetri   

in parm

25 cent

50 centimetri

düi parmi

50 cent

56 cm. ca

in rasé

56 cent. environ

il metro

rr metru

le mètre

2,53 metri ca.

ina cana

2,53 m. environ

 

 

 

1/4 di litro

in quartin

1/4 de litre

mezzo litro

még litru

demi-litre

il litro

er litru

le litre

il doppio litro

in buciun

un double litre

2,5 litri

in caros

2,5 litres

10 litri

in quartaa

10 litres

20 litri

ina aimina

20 litres

50 litri

in barii

50 litres

 

 

 

un'oncia (25 gr. ca)

in'unsa

un'once

l'ettogrammo

R'étu

cent grammes

una libbra (1/3 di kg)

ina lira

une livre

il kilogrammo

er chilò

le kilogramme

4 kg

még-rüb

4 kilogrammes

8 kg

in rüb

8 kilogrammes

50 kg

in sach

50 kilogrammes

un quintale

ina suumaa

un quintal

 

 

 

5 centesimi

in sord

5 centimes

20 centesimi

megia muta

20 centimes

40 centesimi

ina muta

40 centimes

una lira

ina lira o in franch

une lire

5 lire

in scü

5 lires

20 lire

in marengh

20 lires

 

 

 

 

 

 

Il territorio

I pošti

Le territoire

 

 

 

I monti

e muntagne

les monts

la cima isolata

a testa… da Naav; de Giairun

le sommet

la pianura

a cianüra

la plaine

il colle

a cola; Cola dë Sansun

le col

il valico

r pas ('rpas da cola)

le pas

la collina

r culét o a culéta

le coteau

il declivio di poggio

a valera

le pente du coteau

la vallata

a valada

la vallée

il torrente

r valun

le torrent

il letto di torrente o fiume

a giaira

le lit du fleuve

il ruscello costante

r valun (de Bens, der Frasciu)

le ruisseau

il ruscello intermittente

a reana

le ruisseau intermittent

lo scolo di acque piovane

a reanora

le petit ruisseau intermittent